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  franca [ il blog della domenica ]
         

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Anno liturgico
: celebra in successione gli eventi di salvezza. Inizia quattro domeniche prima di Natale con il “tempo di Avvento” e si chiude nell’anno solare successivo, con la domenica di “Cristo re”. Le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono disposte nell’arco di tre anni.
Anno liturgico “A”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Matteo;

anno liturgico “B”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Marco;

anno liturgico “C”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Luca;

Giovanni viene letto particolarmente nel tempo pasquale e nell’anno B (il vangelo secondo Marco infatti è il più breve).

Avvertenza anno 2009: da pochi mesi la liturgia si serve di una nuova traduzione dei testi biblici (perciò quella che si trova qui è leggermente diversa )

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Il vangelo di Marco 

Le donne nei vangeli

 

Due schede sull'eucarestia:

  -  Corpo e sangue

  -  Eucarestia come cena

 

Dio, l'uomo, il segno

Fede, rapporto con Dio e segno nella profezia dell'Emmanuele

Maria, Elisabetta e il valore del "segno"

 

 

 


21 luglio 2006

Imparare l'insegnamento, imparare la persona

        23 luglio 2006 - 16ª Domenica        del tempo ordinario (anno B)

Prima lettura - Dal libro del profeta Geremìa (Ger 23,1-6)

«Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo». Oràcolo del Signore. (…)«Radunerò io stesso il resto delle mie pecore (…) Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; di esse non ne mancherà neppure una». Oràcolo del Signore. «Ecco, verranno giorni - dice il Signore - nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserci­terà il diritto e la giustizia sulla terra. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele starà sicuro nella sua dimora; questo sarà il nome con cui lo chiameranno: Signore-nostra giustizia».

Dal vangelo secondo Marco (Mc 6, 30-34)

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.


Oggi faccio un collage. Ho trovato del buon materiale, pertanto lascio parlare i monaci carmelitani incontrati nel loro sito ed un mio amico esegeta, che leggo settimanalmente nel giornale diocesano.

Commento al Vangelo
 Da http://www.ocarm.org/lectio/anno_b/orb16ita.htm (molto abbreviato)
Chiave di lettura:
 
  Il testo è breve, solo cinque versetti. Di per sè queste poche righe sarebbero una breve introduzione al miracolo della moltiplicazione dei pani, che Marco riporta di seguito. Se però la Liturgia di questa domenica ha separato dal resto e sottolineato questi cinque versetti, vuol dire che racchiudono qualcosa di molto importante, che altrimenti non si noterebbe. Qui infatti viene evidenziata una caratteristica di Gesù: la sua preoccupazione per la salute e la formazione dei discepoli, la sua umanità accogliente verso la gente povera di Galilea, la sua tenerezza verso le persone. La Chiesa, per mezzo della liturgia della domenica, ci invita a riflettere su questi aspetti dell’attività di Gesù e ci spinge a prolungare questo stesso atteggiamento di Gesù nel rapporto che abbiamo con gli altri.
Il contesto che illumina il testo:
   Nel vangelo di Marco i cinque versetti della lettura di questa domenica sono collocati due opposti banchetti: il banchetto della morte, promosso da Erode con i grandi di Galilea, nel palazzo della Capitale, durante il quale viene ucciso Giovanni Battista (Mc 6,17-29); il banchetto della vita, promosso da Gesù per la gente di Galilea, affamata nel deserto, in modo che non perissero lungo il cammino (Mc 6,35-44).
Commento del testo:
- Marco 6,33-34: Mosso dalla compassione, Gesù cambia il suo piano ed accoglie la gente
   Chi legge queste parole ricorda il salmo del buon pastore (Sl 23). Quando Gesù si rende conto che la gente non ha pastore, comincia lui ad esserlo. Guida la moltitudine nel deserto della vita, e la moltitudine poteva così cantare: “Il Signore è il mio pastore! Non manco di nulla!”
Ampliando le informazioni 
     Ciò che più faceva Gesù era insegnare. Più di quindici  volte il vangelo di Marco dice che Gesù insegnava. Ma Marco non dice quasi mai ciò che insegnava. Forse non gli interessa il contenuto? Dipende da ciò che si intende per contenuto! Il contenuto che Gesù ha da dare non traspare solo nelle parole, ma nei gesti e nel modo in cui entra in rapporto con le persone. Gesù era una persona accogliente, amava la gente. La bontà e l’amore che traspaiono dalla sue parole formano parte del contenuto.
   Marco definisce il contenuto dell’insegnamento di Gesù come “Buona Novella di Dio” (Mc 1,14): la Buona Novella che Gesù proclama viene da Dio e rivela qualcosa su Dio. In tutto ciò che Gesù dice e fa, traspaiono i tratti del volto di Dio. Traspare l’esperienza che lui stesso ha di Dio, l’esperienza di  un Padre. Rivelare Dio come Padre è la fonte, il contenuto e lo scopo della Buona Novella di Gesù.

La parola all’esegeta

Imparare il messaggio per annunciare, imparare la persona di Gesù per testimoniare
De Zan, in Il popolo- settimanale della diocesi di Concordia-Pordenone, 23 luglio 2006

1. Tematica liturgico-biblica: Gesù è il germoglio giusto, il re saggio, il pastore, annunciato da Geremia e manifestato dal vangelo.
   Gesù ha un'attenzione particolare per i suoi discepoli, appena ritornati dalla loro prima missione: "Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po' ". Anche nei confronti della folla senza guida Gesù manifesta attenzione ("si commosse"). Il Maestro, dunque, si manifesta attento sia verso quelli che gli sono vicini (discepoli), sia verso quelle persone anonime che costitui­scono la folla. Gesù non è corto o set­tario di vedute, è persona attenta ver­so tutti. Egli incarna l'attenzione di Dio verso i membri del suo popolo affinchè non debbano più temere né sgomentarsi: cfr la prima lettura, Ger 23,4.
2. Dimensione letteraria (... ) [vedi sopra, chiave di lettura]
3. Esegesi biblico-liturgica: il vangelo del Regno implica anche l'apprendimento della commozione di Gesù per le persone.
   a. L'insegnamento degli apostoli, di cui danno rendiconto a Gesù, non è altro che l'insegnamento di Gesù stesso. Nel vangelo di Marco, infatti, il verbo "didasko", che significa "insegnare", viene adoperato 17 volte. Di queste ben 15 indicano l'insegnamento di Gesù, 1 volta indica l'insegnamento umano in una citazione di Isaia (Is 29,13) e 1 volta l'insegnamento degli apostoli (brano odierno).
   Per Marco, dunque, l'unico vero insegnamento è quel­lo di Gesù. L'insegnamento degli apostoli (chiamati così da Marco solo qui) non è altro che l'insegnamen­to di Gesù che si propaga con altre voci, ma il messag­gio è lo stesso. C'è da chiedersi se il discepolo debba imparare solo il messaggio di Gesù per saperlo ripete­re a nome suo oppure debba imparare qualche cosa d'altro, di altrettanto importante. Poiché la rivelazione di Dio avviene per "parole e gesti" intimamente con­giunti, oltre al messaggio c'è anche da "imparare la persona" del Maestro.
   b. Il brano di Mc 6,30-34 contiene dei paralleli con ciò che Gesù aveva vissuto all'inizio della sua predicazio­ne. Dopo il primo giorno di predicazione Gesù si ritira "in un luogo deserto" (Mc 1,35) come adesso si ritira in disparte con in suoi discepoli "in un luogo solitario" (Me 6,31). Gesù viene assediato dalla gente tanto che non poteva prendere cibo (Mc 3,20), come adesso Egli e i suoi discepoli "non aveva­no più neanche il tempo di mangiare" (Mc 6,31). Gesù in Mc 1,36 non ha potuto stare in pace nel luogo deserto, co­me adesso Egli e i suoi discepoli non possono riposar­si nel luogo deserto perché la folla li segue (Mc 6,33-34).
I
di­scepoli, dopo la prima missione, vivono con Gesù le stesse esperienze già vissute dal Maestro.
   Il discepolo (cioè il cristiano) non è chiamato solamente a predi­care ciò che Gesù ha detto e ha fatto, ma anche a vive­re come Lui, a reagire alle cose come Lui ha reagito. Il discepolo, perciò, non impara solo la dottrina, ma condivide nella vita le stesse esperienze di Gesù, vi­vendole con lo stesso stile del Maestro.

omelia

Proviamo ad esemplificare un po’ alcuni insegnamenti tratti dall'atteggiamento di Gesù:

- L’importanza della relazione: siamo nel periodo delle ferie, chi ha lavorato è giusto faccia una sosta. Il riposo dei discepoli ha potuto consistere solo nello stare con Lui durante il tragitto in barca. Il nostro riposo consista nello stare vicino alle persone care, riprendendo il filo delle relazioni che possono logorarsi nel tempo. “Stare insieme”: quando si è già intimi, spesso basta questo, e nello stesso tempo questo è irrinunciabile.
- Svagarsi è bello, ma non manchi la revisione di vita. L’adulto non vive e non opera solo d’istinto, ogni tanto c’è bisogno di “tararsi” di nuovo; il “riposo” dei discepoli mirava a questo, sotto la guida di Gesù. Sappiamo da altri passi che lo facevano abitualmente.
- Nella vita vi sono delle priorità: per Gesù le priorità sono sempre il bisogno della gente, per la quale sacrifica eventuali altri progetti che aveva.
- La compassione, i sentimenti di Gesù sono sottolineati in numerosissimi passi del vangelo oltre a questo. Il cristiano impari a coltivare i suoi sentimenti, a non averne paura.
- A volte si parla di “imitare” Gesù o “imparare la sua persona” o “mettere i piedi sulle sue orme” e questo può dare l’idea di una passività; non è così, piuttosto in lui vediamo illustrati degli atteggiamenti interiori fondamentali, che poi ciascuno farà propri a seconda della sua personalità e delle situazioni che vive.




permalink | inviato da il 21/7/2006 alle 21:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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