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  franca [ il blog della domenica ]
         

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Anno liturgico
: celebra in successione gli eventi di salvezza. Inizia quattro domeniche prima di Natale con il “tempo di Avvento” e si chiude nell’anno solare successivo, con la domenica di “Cristo re”. Le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono disposte nell’arco di tre anni.
Anno liturgico “A”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Matteo;

anno liturgico “B”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Marco;

anno liturgico “C”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Luca;

Giovanni viene letto particolarmente nel tempo pasquale e nell’anno B (il vangelo secondo Marco infatti è il più breve).

Avvertenza anno 2009: da pochi mesi la liturgia si serve di una nuova traduzione dei testi biblici (perciò quella che si trova qui è leggermente diversa )

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Il vangelo di Marco 

Le donne nei vangeli

 

Due schede sull'eucarestia:

  -  Corpo e sangue

  -  Eucarestia come cena

 

Dio, l'uomo, il segno

Fede, rapporto con Dio e segno nella profezia dell'Emmanuele

Maria, Elisabetta e il valore del "segno"

 

 

 


25 agosto 2006

Fede e ragione: ad ognuno il suo

              27 agosto 2006        21^ domenica t. o. (anno B)

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 6,60-69)
    In quel tempo molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?". Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: "Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? E' lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono". Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: "Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio".
    Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: "Forse anche voi volete andarvene?". Gli rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio".

omelia
   
 
Oggi ci viene presentata la parte finale di quel lungo capitolo, il cap. VI del vangelo di Giovanni, che abbiamo incominciato a leggere alcune domeniche fa. Certamente, per noi credenti, è un brano che ci fa bene. Perché la nostra tentazione spesso è questa: abbassiamo il cristianesimo, facciamolo diventare il più possibile una dottrina umana, in cui la ragione possa avere le sue spiegazioni su tutto. Questa presunzione oggi dovremmo guardarla e metterla al suo posto.
    Il cristianesimo non è un sistema filosofico, non è un’architettura del pensiero umano; è un dono di fede che ci viene da Dio. E Dio non è contro la ragione, Dio è oltre la ragione; quindi il cristianesimo non può essere ridotto ad umanesimo soltanto. Esiste una realtà, una dimensione che va oltre l’umanesimo stesso. Dire che Dio è uno e trino, sotto il profilo della ragione è un qualcosa che non funziona; oltre la ragione, possiamo accogliere il mistero. Dire che quel pezzo di pane e quel po’ di vino sono il corpo e il sangue di Gesù, non è una cosa che potremmo dire spiegabile ragionevolmente; va oltre. E così nel cristianesimo ci sono tante altre realtà che vanno oltre la ragione, anche circa certi comportamenti. Il perdono è migliore della vendetta: la ragione fa un po’ di fatica ad accogliere questo principio, eppure per il cristianesimo è un perno. La preghiera è un momento fondamentale della vita del credente, la riflessione davanti a Dio è un momento fondamentale della vita del credente. Sotto il profilo razionale sembrerebbero invece più opportune la progettazione, la programmazione; oppure il sondaggio, la raccolta del consenso. Teniamo presente che esistono valori che noi riceviamo da Dio, che vanno oltre la nostra ragione; la nostra ragione li può ospitare, ma non li produce. Li può solo ricevere ed accogliere.
    Alla fine di quel discorso duro che Gesù fa sull’eucarestia vediamo che ci sono parecchie persone che, rivolgendosi a Gesù, dicono più o meno così: è un discorso che la nostra ragione non comprende e quindi non c’interessa.
    Ma se notate, Gesù non indietreggia nemmeno di un millimetro e dice: questa è la verità. Se vi va bene, bene, se non vi va bene siete liberi di non accettarla.
    E di fronte alla presa di posizione così chiara, la risposta di Pietro è: “Da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”. Ma se notate Gesù lascia tutti liberi; e, in nome della verità, è disposto anche a lasciarsi abbandonare da tutti, perfino da coloro che lui aveva scelto.
    Si tratta dunque di un testo che dovrebbe richiamarci a quello che, parecchi anni fa, si chiamava la verticalità della fede. Dobbiamo senz’altro occuparci dell’orizzontalità della fede - la carità, il servizio a chi ha bisogno, il perdono, l’impegno sociale… - sono tutte cose fondamentali; ma tutte queste cose prendono senso quando c’è una verticalità: un incontro con Dio, un incontro con Colui che ci trascende, che va oltre la nostra capacità di ragionare. Allora la nostra fede diventa adulta. Altrimenti pian piano s’immeschinisce e la facciamo diventare una delle tante filosofie che esistono in questo mondo. Allora una filosofia vale l’altra, una scelta vale l’altra.
    Non possiamo dirci cristiani e ragionare così. Dio è uno e uno solo, il suo intervento nella storia è chiaro: a noi la fatica di scoprirlo, di ascoltarlo, di perseguirlo (i santi, magari alla fine della vita, erano arrivati a capire che “tutto è grazia”). Non si può barattare un intervento di Dio nella storia con un pensiero opinabile di questo o quel filosofo, antico o moderno che sia. Cerchiamo di collocare la fede al suo posto; le ideologie, le filosofie, il buon senso (che vorrebbe annacquare le posizioni più dure), al loro posto anch’essi. Quelle posizioni sono frutto del pensiero umano, la fede è frutto di un amore di Dio che arriva fino a noi.




permalink | inviato da il 25/8/2006 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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