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  franca [ il blog della domenica ]
         

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Anno liturgico
: celebra in successione gli eventi di salvezza. Inizia quattro domeniche prima di Natale con il “tempo di Avvento” e si chiude nell’anno solare successivo, con la domenica di “Cristo re”. Le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono disposte nell’arco di tre anni.
Anno liturgico “A”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Matteo;

anno liturgico “B”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Marco;

anno liturgico “C”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Luca;

Giovanni viene letto particolarmente nel tempo pasquale e nell’anno B (il vangelo secondo Marco infatti è il più breve).

Avvertenza anno 2009: da pochi mesi la liturgia si serve di una nuova traduzione dei testi biblici (perciò quella che si trova qui è leggermente diversa )

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Il vangelo di Marco 

Le donne nei vangeli

 

Due schede sull'eucarestia:

  -  Corpo e sangue

  -  Eucarestia come cena

 

Dio, l'uomo, il segno

Fede, rapporto con Dio e segno nella profezia dell'Emmanuele

Maria, Elisabetta e il valore del "segno"

 

 

 


1 settembre 2006

Oltre la legge, oltre le tradizioni... i valori autentici sono quelli interiori

     3 settembre 2006 - 21ª Domenica    del tempo ordinario (B)

Dal vangelo secondo Marco  (Mc 7,1-8.14-15.21-23)
  In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame - quei farisei e scribi lo interrogarono: "Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?". Ed egli rispose loro:
   "Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:
          Questo popolo mi onora con le labbra,
          ma il suo cuore è lontano da me.
          Invano essi mi rendono culto,
          insegnando dottrine che sono precetti di uomini.
   Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini".
   Chiamata di nuovo la folla, Gesù diceva loro: "Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: prostituzioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo".

omelia
    E'un testo molto duro, quello che abbiamo ascoltato. E’ una parola di Dio che pone proprio il dito sulla piaga nella nostra fede di cristiani di oggi. Abituati da una certa educazione, abbiamo imparato che ci sono le regole; abituati ad un certo modo di condurre la giustizia di questo mondo, abbiamo imparato a capire che è molto importante la forma, non la sostanza. I mass media ci forniscono purtroppo continuamente questo dato, per cui certe persone, che sotto il profilo della forma sono andate contro la legge, vengono trattate peggio di coloro che sono andate contro la legge a livello di sostanza, ma sotto il profilo della forma se la sono cavata. E spesso questa mentalità, questo atteggiamento, che grandi uomini di cultura giuridica continuamente cercano di disintossicare, purtroppo entra anche nel mondo della fede.
    E allora ci troviamo a confondere quello che è la sana tradizione cattolica con quello che è il tradizionalismo, diventando destinatari di questo discorso di Gesù.
    Gesù in fondo cosa dice? E’ importante la parola di Dio, sono importanti i valori che la Parola propone. Poi, lungo la storia, la struttura religiosa cerca di dare delle regole che facilitino la comprensione di questa Parola e la sua testimonianza viva, quotidiana. Ma un atteggiamento poco disponibile e refrattario, un po’ quella pigrizia mentale che ciascuno di noi si porta dentro, rischiano di mettere sullo stesso piano la parola di Dio e questi strumenti umani che ci aiutano a viverla meglio. Questo è il primo passaggio sbagliato.
    Il secondo è: dimenticare la parola di Dio e far diventare quelle leggi dei valori primari. Allora ci troviamo fuori dal cristianesimo, fuori dalla tradizione cattolica. Ci troviamo dentro al tradizionalismo: è la “tradizione degli uomini”, i quali traducono le loro paure, i loro sensi di colpa, i loro disagi, in regolette che acquietano la psiche, ma certo non danno apertura allo spirito.
    Le esemplificazioni sono facili. Fin dagli inizi il mondo cristiano ha sempre preso il venerdì come un giorno particolare: è il giorno in cui Cristo muore. E la comunità cristiana cerca di porre un segno, condiviso da tutti, perché tutti possiamo ricordare quel giorno; e lo si è tradotto nel precetto di non mangiar carne. Questo veniva detto in un tempo in cui mangiar carne comportava un certo benessere; oggi al venerdì chi mangia aragosta si sente a posto. Questa è “tradizione degli uomini”: in nome di una forma esterna, tradiamo lo spirito del cristianesimo. Forse sarebbe meglio riformulare questo atteggiamento cristiano di memoria della morte di Gesù, ma accanto a questo anche tanti altri atteggiamenti, lungo tutte le problematiche morali della vita, con una scelta profonda di tipo evangelico, che ci porti a rispettare la sostanza delle cose. Perché molto spesso la formulazione delle regole risale a tanto tempo fa, per cui, se recuperassimo lo spirito con cui sono state fatte, oggi cambieremmo la formulazione della legge. Però siamo pigri. Ed essendo pigri, diventiamo destinatari di questo discorso di Gesù.
    Dunque il vangelo di oggi ci abitua a non nasconderci dietro alla legge, a non dire: io ho adempiuto alla lettera. Ma ci abitua ad andare alla sostanza, a chiederci: quanta parola di Dio abita in me? Le scelte che noi facciamo, non è importante che siano secondo la lettera, ma è importante che siano secondo lo spirito. Allora veramente ci condurranno a quella fede genuina che Gesù ci propone.
    Potremmo portare molti altri esempi, e rivisitando questi esempi  potremmo forse ritoccare certe nostre scelte, certi nostri atteggiamenti. Gesù, per esempio, nei confronti di coloro che hanno sbagliato ha sempre la mano tesa, ha sempre un atteggiamento di riconciliazione e di accoglienza; noi invece abbiamo ricevuto una formazione che ci porta all’espulsione, alla condanna, peggio ancora alla determinazione precisa di impossibilità di redenzione. E abbiamo escluso dal nostro dialogo, dal nostro cuore, dalla nostra accoglienza, delle persone che certamente hanno sbagliato, ma come cristiani certamente non dovevamo trattarle così. Eppure ci sentiamo gente per bene, quando continuiamo a trattarle in questo modo.
    Stiamo seguendo la tradizione degli uomini, non la parola di Dio.

ma se volete stare più strettamente attinenti al tema... la parola all'esegeta:
 

IL BENE O IL MALE MORALE HA RADICI DENTRO ALL'UOMO

1. Tematica liturgica. Quando Samuele cercava Davide per ungerlo re, di fronte ai robusti figli di lesse, Dio gli disse: "L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuo­re" (1 Sam 16,7). Nel mondo biblico il cuore era la se­de dell'intelligenza, della volontà, dell'intuizione e del sentire profondo. Da lì nasce la scelta del bene o del male che l'uomo decide di fare. Per questo motivo Dio guarda il cuore dell'uomo e non le apparenze. In perfetta sintonia con questo principio Gesù evidenzia come il ritualismo non s'identifica con il cul­to, e neppure l'esecuzione dei pii precetti umani non s'identifica con l'obbedienza alla Parola di Dio. Il primo grande atto di culto è l'obbedienza a Dio (1 Sam 15,22). La sua Parola, fonte di saggezza e d'intelligenza (1^ lettura, Dt 4,1-2.6-8), non può essere né impo­verita né arricchita ("Non aggiungerete nulla a ciò che vi comando e non ne toglierete nul­la"), ma solo accolta e obbedita. Solo così l'uomo può misurare l'autenticità del suo cuore: nella Parola ha un parametro sicuro.

2. Dimensione letteraria. Vedendo la citazione Mc 7,1-8.14-15.21-23, si capisce che la Liturgia ha voluto fare la scelta dei versetti. (...) Si ricordi che nei Praenotanda del Lezionario, 76 si dice: "Quei testi biblici che sono particolarmente difficili sono stati evitati, per motivi pastorali, nelle domeniche e solennità o perché si tratta di testi che presentano problemi oggettivi di non lieve portata sul piano letterario, critico ed esegetico, o perché è in pratica ben difficile che i fedeli li possano intendere a dovere (…)". (…) Il testo bi­blico-liturgico si suddivide in due momenti. Il primo, Mc 7,1-8, tocca il tema della tradizione degli uomini che trascura il comandamento di Dio. Il secondo mo­mento, Mc 7,14-15.21-23, svolge il tema della conta­minazione dell'uomo attraverso l'antitesi "dentro-fuori".

3. Esegesi biblico-liturgica. Il testo di Is 29,13 viene adoperata da Gesù co­me risposta al legalismo miope dei farisei e de­gli scribi: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me". Quando il cuore del­l'uomo è lontano da Dio produce scelte che non so­no secondo Dio ("fornicazioni, furti, omicidi, adulte­ri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invi­dia, calunnia, superbia, stoltezza"). Gesù non propo­ne un elenco esatto, ma una semplice esemplifica­zione, come era tipico dei rabbini di allora (e del rab­bino Paolo di Tarso, divenuto Apostolo di Gesù). Perché il cuore dell'uomo non sia lontano da Dio è necessario che l'uomo coltivi la virtù dell'autenticità. Tale virtù è possibile solo se l'uomo si lascia permea­re dalla Parola: "Coloro che temono il Signore non di­sobbediscono alle sue parole; e coloro che lo amano seguono le sue vie. Coloro che temono il Signore ten­gono pronti i loro cuori" (Sir 2,15.17).
  
    (DE ZAN, in Il popolo- settimanale della diocesi di Concordia-Pordenone, 3 settembre 2006)

Vedi anche 
http://www.ocarm.org/lectio/anno_b/orb22ita.htm . Contestualizza, spiega ampiamente e fa meditare sul brano.




permalink | inviato da il 1/9/2006 alle 18:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


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