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  franca [ il blog della domenica ]
         

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Anno liturgico
: celebra in successione gli eventi di salvezza. Inizia quattro domeniche prima di Natale con il “tempo di Avvento” e si chiude nell’anno solare successivo, con la domenica di “Cristo re”. Le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono disposte nell’arco di tre anni.
Anno liturgico “A”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Matteo;

anno liturgico “B”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Marco;

anno liturgico “C”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Luca;

Giovanni viene letto particolarmente nel tempo pasquale e nell’anno B (il vangelo secondo Marco infatti è il più breve).

Avvertenza anno 2009: da pochi mesi la liturgia si serve di una nuova traduzione dei testi biblici (perciò quella che si trova qui è leggermente diversa )

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Il vangelo di Marco 

Le donne nei vangeli

 

Due schede sull'eucarestia:

  -  Corpo e sangue

  -  Eucarestia come cena

 

Dio, l'uomo, il segno

Fede, rapporto con Dio e segno nella profezia dell'Emmanuele

Maria, Elisabetta e il valore del "segno"

 

 

 


11 novembre 2006

Sembrare o essere persone di fede?

12 nov. 2006 - 32ª domenica    del tempo ordinario (B)

Dal vangelo secondo Marco (Mc 12, 28-34)
    In quel tempo, Gesù diceva alla folla mentre insegnava: «Guar­datevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, rice­vere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagòghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e osten­tano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave». E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quat­trino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
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"due spiccioli, cioè un quattrino" (letteralmente un "quadrante"): erano le monete più piccole messe in circolazione

omelia
    
    Il tema fondamentale del vangelo di oggi si potrebbe dire così: altro è il "sembrare" altro è l'"essere". La fede si colloca nel­la dimensione dell'essere. Gli scribi vivono una fede nell'orizzonte del sembrare. Le loro manifestazioni comportamentali denunciano la propensione alla re­cita, come se la vita fosse un grande teatro. Gesù, ripetutamente li chia­ma "ipocriti", che non significa "fal­si", ma più precisamente "comme­dianti". La vedova, invece, si colloca nella dimensione dell'essere. Per lei l'offerta non è una recita. E' una pri­vazione che si traduce in un dono. Gli scribi e la vedova: due concezio­ni della fede a confronto. C'è chi la recita e c'è chi la vive.

    Con una critica sferzante Gesù denuncia il loro comportamento: sono ipocriti, sono avidi e sfruttano i poveri. La loro religione è il profitto personale: anche nel fare opere buone cercano il loro interesse, sono vittime della cultura dell'apparire. Gesù, al contrario, esalta nella vedova la gratuità, umiltà e distacco: essa si fida di Dio e a Lui si abbandona. 
   Forse noi stessi abbiamo vissuto l'esperienza di dare qualcosa agli altri ed essere segno di generosità e solidarietà, contraddicendo la mentalità del mondo, in cui ognuno pensa solo a se stesso. Se abbiamo vissuto qualcuna di queste esperienze, anche noi siamo entrati nella logica di Gesù.
    Egli oggi è qui per dirci che quel giorno, sedutosi davanti al tesoro del tempio, è rimasto conquistato dalla generosità di una vedova, una donna sola, povera e insignificante. Nel mondo di allora infatti le vedove, assieme agli orfani e agli stranieri, sono la categoria sociale più svantaggiata; relegate ai margini della vita politica e sociale, non hanno nessuno che le protegga e si prenda cura di loro.
    Gesù legge quel gesto nella sua reale portata col giudizio di Dio. "In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri". Poco prima Gesù aveva sottolineato la centralità dell'amore con un insegnamento diretto (cfr. Vangelo della scorsa domenica), ora semplicemente vuole che i discepoli guardino un esempio, un gesto che è la traduzione concreta di quel comandamento. Si tratta di un gesto d'amore totale. Le monetine erano due, la donna poteva tenerne una e offrire l'altra, invece dona tutto! Gesù sa che lei compie questo gesto perché nel suo cuore ha trovato spazio un tesoro più grande per il quale vale la pena investire tutto, non solo il superfluo. È lei la figura del discepolo che riconosce la signoria di Dio sui propri beni e sulla propria vita. Libera dall'ansia del possesso, sa di appartenere a Dio e vive per Lui. Mentre il ricco, signore di sé, offre a Dio l'elemosina di ciò che gli avanza, il povero ha Dio come Signore e, dalla sua condizione di ultimo, gli dà tutto ciò che è e che ha, i suoi due spiccioli, i suoi pochi talenti.
    Questa è la logica di Gesù che lo spinge a ribaltare la lettura dei fatti: "In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri".
    Gesù ammira questa donna come colei che ha saputo scegliere il dono totale. Quello stesso dono che Lui ha pienamente realizzato, assumendo la nostra condizione umana e venendo ad abitare in mezzo a noi. Anche Gesù, incarnandosi, ha "giocato" tutti i suoi "spiccioli" a favore dell'uomo.
    A questo punto potremmo porci una domanda: se Gesù oggi si sedesse a guardare lo scenario della nostra vita, dove ci troverebbe? Tra coloro che giocano la loro vita sulla parola di Dio, o tra coloro che calcolano, che cercano di mettere assieme vangelo e immagine, vangelo e profitto?

    Io, tu, tutti abbiamo due spiccioli da condividere: il nostro tempo, le nostre forze, capacità e doni; un sorriso, un po' di gioia con chi è nella tristezza... Tutti possiamo suscitare l'approvazione di Gesù se scegliamo di amare i fratelli, restando, come la vedova, a mani vuote davanti a Dio dopo aver deposto in Lui tutta la nostra fiducia.
    Questa è la logica di Dio, una logica che la vedova ha fatto sua e che, spesso, è la logica dei poveri, è la logica del Vangelo.

(oggi ho tratto da DE ZAN, in Il popolo- settimanale della diocesi di Concordia-Pordenone, 12 novembre 2006,
 
http://www.qumran2.net/s/parolenuove/commento_8472.htm
e http://www.qumran2.net/s/parolenuove/commento_2356.htm , con qualche tocco personale).




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