.
Annunci online

  franca [ il blog della domenica ]
         

vecchio blog in ristrutturazione permanente

Anno liturgico
: celebra in successione gli eventi di salvezza. Inizia quattro domeniche prima di Natale con il “tempo di Avvento” e si chiude nell’anno solare successivo, con la domenica di “Cristo re”. Le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono disposte nell’arco di tre anni.
Anno liturgico “A”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Matteo;

anno liturgico “B”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Marco;

anno liturgico “C”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Luca;

Giovanni viene letto particolarmente nel tempo pasquale e nell’anno B (il vangelo secondo Marco infatti è il più breve).

Avvertenza anno 2009: da pochi mesi la liturgia si serve di una nuova traduzione dei testi biblici (perciò quella che si trova qui è leggermente diversa )

Per leggere i post qui sotto, cliccaci sopra. Per tornare alla pagina principale, clicca nella colonna di destra "Ultime cose"

Il vangelo di Marco 

Le donne nei vangeli

 

Due schede sull'eucarestia:

  -  Corpo e sangue

  -  Eucarestia come cena

 

Dio, l'uomo, il segno

Fede, rapporto con Dio e segno nella profezia dell'Emmanuele

Maria, Elisabetta e il valore del "segno"

 

 

 


10 giugno 2011

Maria, Elisabetta, il valore del "segno"

Dalvangelo secondo Luca (Lc 1,39-48)

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appe­na Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che deb­bo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».
Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signo­re e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perchè ha guardato l’umiltà della sua serva».

1. I segni sono gli interven­ti di Dio nella nostra storia. Attraverso di essi Dio continuamente ci parla: ci aiuta, ci incoraggia, ci interpella, ci provoca… Egli accompagna sempre una grande richiesta di fede con un segno visibile, verificabile, in modo da rendere credibile e “umana” la fede che ci chiede.Ci sono dei credenti che sottovalutano “i segni”, come real­tà adatta a coloro che sono anco­ra infantili nella fede, e ci so­no credenti che sopravalutano “i segni” al punto tale da fonda­re la propria fede solo su quelli. Se da una parte è vero che la fede è legata alle cose che non si vedono, dall’altra la Parola di Dio ci dice che la fede è spesso veicolata, sostenuta e guidata (non creata) dal “segno”.

Un se­gno è stato dato a Mosè nell’esperienza del roveto ardente (Es 3,12: “Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte”), un se­gno è stato dato a Gedeo­ne... Anche ai pastori di Bet­lemme verrà dato un segno (Lc 2,12: “Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangia­toia”). A Maria l’angelo dà un segno: “Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossi­bile a Dio” (Lc 1,36-37).

 2. Il testo evangelico narra l’incontro tra Maria ed Elisabetta: Maria con­stata il segno datole dall’angelo e loda Dio per la maternità mes­sianica. Nel testo ci sono diversi elementi da evidenziare. Vedia­mone quattro.

* La sequenza narrativa è linea­re: l’angelo ha annunciato il segno, Maria va a constatarlo, Maria innalza un inno di lode incompa­rabile a Dio che l’ha resa madre del Messia. La lode in oriente esprime sempre la rico­noscenza per un beneficio ricevuto.

* Le due donne sono “rivelazio­ne” l’una per l’altra. Elisabetta, con la sua maternità è “rivelazio­ne” (segno) per Maria. Anche Maria, però, è “rivelazione” per Elisabetta. Al saluto di Maria il bambino, che è nel grembo di Elisabetta, “sussulta” e “esulta di gioia” ed Elisabetta, per ope­ra dello Spirito, esperimenta il suo ruolo di profeta nei confron­ti di Maria.

* Il ruolo dello Spirito, discreto e possente, muove tutta l’azio­ne. Egli è il “creatore” della ma­ternità di Maria ed è colui che investe Elisabetta perché procla­mi tale maternità. Solo per opera dello Spirito esiste la maternità verginale, solo nello Spirito tale maternità è comprensibile nella sua verità e portata salvifica.

* Maria non è solo madre del Messia (cfr. il saluto angelico), ma anche madre di Dio. Elisa­betta, infatti, saluta Maria come “ la madre del mio Signore”. E questo Signore è Gesù. Alla fine, Elisa­betta annuncia una beatitudine su Maria: “...beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. In questo caso “Signore” è Yahweh. (Si tratta del nome adoperato da tutta la traduzione dei LXX, traduzione greca dell’A.T., per designare Yahweh, Dio d’Israele). Yahweh e Gesù vengono chiamati con lo stesso nome (Signore) da Elisa­betta, “piena di Spirito Santo”. Maria, dunque, è madre di colui che riceve da Dio “il nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Fil 2, 9-11).



i cieli narrano la gloria di Dio
l'opera delle sue mani annuncia il firmamento
(salmo 18)




permalink | inviato da franca il 10/6/2011 alle 18:19 | Versione per la stampa


sfoglia     dicembre       
 


Ultime cose
Il mio profilo



rosaspina_mia


Blog letto 135405 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom