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  franca [ il blog della domenica ]
         

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Anno liturgico
: celebra in successione gli eventi di salvezza. Inizia quattro domeniche prima di Natale con il “tempo di Avvento” e si chiude nell’anno solare successivo, con la domenica di “Cristo re”. Le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono disposte nell’arco di tre anni.
Anno liturgico “A”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Matteo;

anno liturgico “B”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Marco;

anno liturgico “C”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Luca;

Giovanni viene letto particolarmente nel tempo pasquale e nell’anno B (il vangelo secondo Marco infatti è il più breve).

Avvertenza anno 2009: da pochi mesi la liturgia si serve di una nuova traduzione dei testi biblici (perciò quella che si trova qui è leggermente diversa )

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Il vangelo di Marco 

Le donne nei vangeli

 

Due schede sull'eucarestia:

  -  Corpo e sangue

  -  Eucarestia come cena

 

Dio, l'uomo, il segno

Fede, rapporto con Dio e segno nella profezia dell'Emmanuele

Maria, Elisabetta e il valore del "segno"

 

 

 


16 febbraio 2006

Il perdono guarisce e crea un'umanità tutta nuova

17 feb 2006:  7^ domenica del t. ord.       Dal vangelo secondo Marco

(Mc 2,1-12)
   Dopo alcuni giorni, Gesù entrò di nuovo a Cafarnao. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziavà loro la parola.
   Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.
   Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il tettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”.
   Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?”.
Ma Gesù, avendo subito conosciu­to nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: “Per­ché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile, dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va a casa tua”.
  
Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: “Non abbiamo mai visto nulla di simile!”.

*** Oggi manco del materiale cui solitamente attingo, inoltre ho una brutta influenza… perciò dovete accontentarvi di qualcosa di schematico e non elaborato ***

Tematiche che si possono estrarre:

1.       il rapporto tra l’intervento salvifico di Dio e l’azione dell’uomo: qui c’è un uomo che si accorge di essere malato e fa di tutto per guarire (è per questo che vuole contattare Gesù);  viene portato da altri (i suoi barellieri). C’è bisogno anche per noi di queste tre cose, se siamo malati e vogliamo guarire… e nessuna delle tre è  facile o scontata!

2.       rapporto tra malattia e peccato nell’Antico Testamento (malattia = punizione; cfr. in Giovanni l’episodio del cieco nato: “chi ha peccato, lui o i suoi genitori?" Benchè in Giobbe e nei libri sapienziali più recenti già si sentisse l’insufficienza di questa visione delle cose e se ne proponesse un’altra, la mentalità della gente era rimasta quella); Gesù rompe con questa mentalità; allora perché la sofferenza?
   Nel Nuovo Testamento (cfr lettera agli Ebrei) Gesù–nuovo Adamo “dalla sofferenza imparò l’obbedienza”, cioè imparò ad accettare la finitudine, a non sentirsi onnipotente, ad affidarsi con fiducia al piano di un Dio che è Papà (anche l’inno della lettera ai Filippesi dice che Gesù per farsi uomo si spogliò della sua condizione di essere Dio, quindi onnipotente, per accettare la condizione di servo = uno che obbedisce). Obbedienza non è quella del signorsì, è una decisione che avviene nell'interiorità, è l'assenso della persona che accetta i suoi limiti e riconoscendoli accetta di maturare attraverso di essi; come Gesù al Getsemani, che prega affinché la prova gli sia tolta ma infine l’accetta, accetta di morire crudelmente fidandosi della forza della VITA e credendo che infine tutto sarà per la vita, e che risorgerà.

3.       perché Gesù prima perdona e poi guarisce? Non era venuto, il paralitico, per essere guarito? Una linea di risposta credo possa essere questa: neanche noi a volte sappiamo che cosa è più importante per noi stessi… La guarigione fisica è meno importante rispetto ad una vita che sa relazionarsi (non poter camminare indica simbolicamente l’incapacità di andare verso gli altri; anche la mancanza di autonomia, in quanto il paralitico è uno che non decide autonomamente ma si fa trasportare dagli altri); qui la guarigione del corpo è solo una testimonianza di ciò che è avvenuto di importante, la guarigione interiore, per cui l’uomo interiormente pacificato saprà relazionarsi con sè, con gli altri e col trascendente.

4.       questo perdono Dio lo dà a tutti quelli che lo chiedono con fede; mediante il perdono di Dio l’uomo del vangelo, come l’uomo d’oggi, viene ri-creato come "uomo nuovo" e rimesso in grado di relazionarsi con gli altri e con Dio. Ogni volta che Dio ci perdona, ci dice: ora prendi il tuo lettuccio,  alzati e cammina!
La fede non è un “pacchetto” di verità date una volta per sempre, è una relazione che si approfondisce vivendo. E' un camminare, è una strada. Il perdono dei peccati, in cui Dio ci crea nuovi, porta a camminare sulle orme di Gesù. Non è importante da dove tu sei partito e dove arriverai, importante è che tu “ti alzi e cammini”, cioè che tu viva nella maggior pienezza possibile la tua vita umana e di fede, come i servi della parabola che fanno fruttare i propri talenti.

***


Quante “malattie” di cui oggi a stento ci accorgiamo! Rapporti umani degradati dall’egoismo e dal senso di sufficienza, negazione del trascendente nella nostra vita... Bisogna prenderne consapevolezza e avere la volontà di uscirne, poi si può rivolgersi a Gesù che c’insegni di nuovo il cammino della vita; a volte non si riesce a “camminare”da soli, può esserci bisogno di accompagnamento, non disdegnamolo, verrà il momento che cammineremo con le nostre gambe, nella vita e nella fede; e se abbiamo il coraggio di chiedere perdono a Dio ed agli uomini, verremo ri-creati ed anche a noi sarà detto “risorgi nuova creatura, e cammina!”.




permalink | inviato da il 16/2/2006 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


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