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  franca [ il blog della domenica ]
         

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Anno liturgico
: celebra in successione gli eventi di salvezza. Inizia quattro domeniche prima di Natale con il “tempo di Avvento” e si chiude nell’anno solare successivo, con la domenica di “Cristo re”. Le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono disposte nell’arco di tre anni.
Anno liturgico “A”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Matteo;

anno liturgico “B”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Marco;

anno liturgico “C”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Luca;

Giovanni viene letto particolarmente nel tempo pasquale e nell’anno B (il vangelo secondo Marco infatti è il più breve).

Avvertenza anno 2009: da pochi mesi la liturgia si serve di una nuova traduzione dei testi biblici (perciò quella che si trova qui è leggermente diversa )

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Il vangelo di Marco 

Le donne nei vangeli

 

Due schede sull'eucarestia:

  -  Corpo e sangue

  -  Eucarestia come cena

 

Dio, l'uomo, il segno

Fede, rapporto con Dio e segno nella profezia dell'Emmanuele

Maria, Elisabetta e il valore del "segno"

 

 

 


3 marzo 2006

Un tempo per ricreare in noi l'umanità nuova

5 marzo'06:  1^ domenica di quaresima     Dal vangelo secondo Marco

(Mc 1, 12-15)
   In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
   Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «II tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».

Omelia
   Siamo alla prima tappa della Quaresima. Attraverso sei domeniche verremo accompagnati dalla parola di Dio ad operare in noi una "conversione". Non come un di più che noi cristiani ci permet­tiamo di esperimentare unicamente in questo tempo di Quaresima, piuttosto questo è un tempo privilegiato, in cui impariamo a convertirci in profondità, per poterlo poi fare durante tutto l'anno.
   Questo lavoro interiore ognuno di noi lo farà con i suoi ritmi, i suoi modi, ma non da solo: sarà accompagnato dai fratelli e dalle so­relle che vivono la stessa esperienza. E’ un periodo di conversione comunitaria, in cui ognuno è impegnato con tutta la sua buona volontà a scoprire dentro di sè i meccanismi che portano a determinati frutti, che come cristiani non possiamo accettare; lo viviamo insieme. Impariamo, alla luce della parola di Dio, a viverlo in maniera profonda, sapendo di essere insieme.
    In questo itinerario la chiesa ci propone una serie di testi biblici perché noi possiamo compiere questo cammino da persone adulte, non da bambini: la conversione tocca fondamentalmente non le azioni ma la mentalità, l’impostazione interiore. La modificazione dei gesti non corretti verrà da sola, Dio ci chiede invece di reimpostare il programma del nostro modo di pensare, perché allora poi tutto il resto prende significato. Fatta questa premessa, ci diventa semplice comprendere perché la chiesa mette immediatamente davanti a noi le tentazioni di Gesù. In qualche modo questo episodio sintetizza quella che è tutta la vita del Signore, le sue scelte, e contemporaneamente tutta la nostra vita, le nostre scelte. Tutti nella vita ci troviamo di fronte a situazioni, a momenti in cui siamo chiamati a decidere.
   Ci viene proposto un Gesù che è pro­vato; provato nel deserto, luogo in cui la persona si misura veramente con le sue capacità, perchè deserto non c'è la prote­zione della casa, non ci sono i mass-media che ci fanno capire come va il mondo, non c'è tutta quella serie di comodità che noi possediamo a casa nostra. Nel deserto la persona deve far conto solo sulle proprie forze ed è fondamentalmente sola. E nella vita quotiana, se andiamo giù, nel profondo di noi stessi, non c'è tanta differenza tra noi e Gesù nel deserto. E qui - dice il Vangelo - era tentato da satana. Matteo e Luca ci dicono quali sono fondamentalmente le tentazioni a cui Cristo e noi veniamo sottoposti: ridurci a pura materialità, scegliere il denaro/il potere come dio, abbordare la religione semplicemente come rapporto magico con Dio, per costringerlo a fare ciò che vogliamo noi. Sono le scelte di fondo che non realizzano la persona, ma la distruggono.
   Come Gesù nel deserto, anche noi viviamo una vita dove siamo continuamente chiamati a fare delle scelte. E siamo messi alla prova. Possiamo scegliere in maniera adatta alla nostra umanità o in maniera non adatta. Dio sogna che la nostra umanità si realizzi secondo il progetto con cui ci ha creati.
   E ancora Gesù, dice il testo, "stava con le fiere": una situazione non proprio normale, perchè il mondo animale tende, in situazioni estreme (come è quella del deserto), ad aggredire l’uomo. Qui invece ci troviamo con un Gesù che riproduce la situazione dell’Eden, di accordo fra il mondo dell’uomo e il mondo degli animali. E "gli angeli lo servivano": negli scritti rabbinici dell’epoca di Gesù si trovano pie considerazioni dove si dice che nel paradiso terrestre l’uomo aveva appunto come collaboratori domestici gli angeli. Marco, in un momento di teologia e assieme di poetica, ha voluto metterci davanti un Gesù che proprio passando attraverso la situazione difficile delle tentazioni ricupera quell’ideale di umanità così come l’aveva sognata Dio. Adamo col peccato aveva rovinato questo modello di umanità, Gesù la recupera.
   La conversione allora a che cosa mira fondamentalmente? A recuperare un modello di umanità originario. In altre parole, in questo che è il secondo anno liturgico (siamo nell’anno B, che presenta il vangelo secondo Marco) l’itinerario di quaresima potrebbe essere riassunto così: Dio ci invita a convertirci alla vera umanità che c’è in noi. Non possiamo essere cristiani se non siamo uomini e donne che sanno essere profondamente rispettosi della loro identità.
   Per ricuperare questa nostra identità non pensiamo di rifarci a modelli che oggi la cultura ci propone, ma siamo chiamati a fare due scelte molto semplici. L’umanità è già scritta nel profondo del nostro io: impariamo ad andare d’accordo con questo io, impariamo a rimanere in silenzio, ad ascoltare questo io profondo che parla. E l’altro suggerimento lo troviamo proprio alla fine del brano: “Convertitevi e credete al vangelo!”. Sono le stesse parole che sono risuonate mentre accoglievamo il segno penitenziale delle ceneri sopra il nostro capo.
   Una interessante precisazione esegetica: se noi andassimo al testo greco, ci troveremmo di fronte ad una costruzione grammaticale assurda in lingua greca; mentre invece sarebbe perfetta se retrovertita in lingua semitica: convertitevi e credete a me per mezzo del vangelo. Se da una parte cioè dobbiamo recuperare la nostra umanità, entrando in dialogo con la profondità che ognuno di noi si porta dentro, dall’altra siamo invitati a cambiare quella mentalità degradata che il mondo ci propone e che, poco o tanto, ci condiziona, imparando a ragionare come Lui, attraverso la conoscenza del testo biblico.
   Dunque ascoltiamoci, e leggiamo il vangelo. Nel vangelo noi accostiamo il suo modo di pensare ed è questo avvicinamento a Lui, metodico, fatto con attenzione, con delicatezza, con costanza che la chiesa chiama “conversione”. Proviamo a concederci un po’ di tempo ogni giorno per stare in silenzio, per ascoltare le paure che abbiamo, le rabbie, le delusioni ……per ascoltare le speranze che ci sono dentro di noi. Impariamo a dialogare con ogni aspetto di noi, impariamo ad offrirlo a Dio dicendo: io sono questo. Se mi vuoi cambiare sono qui. E prendo coscienza di ciò che sono. E poi alla sera - forse c’è poco tempo, forse c’è altro di piacevole o di istruttivo - ma se riuscissimo per cinque minuti a leggere una decina di versetti del vangelo… Qualche volta capiremo di più, qualche volta di meno. Non è importante fare gli intellettuali, con Dio si fa solo il discepolo che ascolta. Ognuno di noi è chiamato ad essere questo discepolo. Leggiamo per cinque minuti un brano di vangelo, senza la pretesa di fare gli esegeti. E lasciamo che questa Parola entri dentro di noi, crei un modo di pensare. Fra quaranta giorni saremo tutti un po’ diversi.

Si può vedere anche:
http://www.santegidio.org/it/preghiera/domenica2/omelia.htm (sempre molto bella, l'omelia come l'intero sito!)




permalink | inviato da il 3/3/2006 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


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