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  franca [ il blog della domenica ]
         

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Anno liturgico
: celebra in successione gli eventi di salvezza. Inizia quattro domeniche prima di Natale con il “tempo di Avvento” e si chiude nell’anno solare successivo, con la domenica di “Cristo re”. Le letture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono disposte nell’arco di tre anni.
Anno liturgico “A”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Matteo;

anno liturgico “B”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Marco;

anno liturgico “C”:  si legge prevalentemente il vangelo secondo Luca;

Giovanni viene letto particolarmente nel tempo pasquale e nell’anno B (il vangelo secondo Marco infatti è il più breve).

Avvertenza anno 2009: da pochi mesi la liturgia si serve di una nuova traduzione dei testi biblici (perciò quella che si trova qui è leggermente diversa )

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Il vangelo di Marco 

Le donne nei vangeli

 

Due schede sull'eucarestia:

  -  Corpo e sangue

  -  Eucarestia come cena

 

Dio, l'uomo, il segno

Fede, rapporto con Dio e segno nella profezia dell'Emmanuele

Maria, Elisabetta e il valore del "segno"

 

 

 


14 aprile 2006

L’ultima parola è quella della VITA

16 aprile 2006                              domenica di Pasqua

                  

Mc 16,1-8 (vangelo della veglia pasquale). Le donne vanno al sepolcro, trovano la pietra ribal­tata e l'angelo che spiega loro perché il sepolcro è vuoto: Gesù Nazareno è risorto e precede i suoi discepoli in Galilea. Le donne restano,sconcerta­te, impaurite e silenziose.
Gv 20,1-9 (vangelo del giorno). Maria di Magdala, visto il sepolcro vuoto, corre ad avvisare Pie­tro e il discepolo che Gesù amava. Vanno al se­polcro e vedono le bende afflosciate e il sudario al suo posto, dentro le bende. Il discepolo che Gesù amava, davanti alle tracce del Risorto, ve­de e crede.
Lc 24,13-35 (vangelo della sera). Due discepoli da Gerusalemme vanno verso Emmaus. Vi si ag­giunge un pellegrino che, strada facendo, spiega loro come l'Antico Testamento aveva profetizzato quanto è successo a Gesù. Giunti presso a Em­maus, il pellegrino si siede a mensa con gli ospiti e spezza il pane. Questo gesto lo rivela: il pelle­grino è Gesù Risorto.


omelia

    Mi associo agli auguri che in questo giorno ci si scambia; e vorrei che questi auguri venissero riempiti dalla parola dello Spirito, da questo vangelo che abbiamo ascoltato.
    E’ esperienza comune che la morte sia per noi l’ultima parola che la storia ci destina. Dopo la morte, la memoria: se abbiamo delle persone che ci vogliono bene, ci ricordano. E dopo la memoria, niente altro: è il modo di sentire che oggi, nella nostra cultura, descrive il passaggio dalla situazione storica di una persona all’aldilà. Ecco, noi cristiani non scommettiamo su tale visione delle cose. Noi cristiani sappiamo che la morte non è l’ultima parola su di noi, ma soltanto la penultima; perché sappiamo che nella storia un uomo è riuscito ad andare oltre a quella barriera. E noi oggi ricordiamo e festeggiamo proprio questo avvenimento: la morte è stata superata. E lo stesso individuo che ha superato la morte ci ha detto che se siamo uniti a lui, anche noi supereremo la dimensione della morte, come l’ha superata lui.
    E allora noi oggi, non solo ricordiamo l’avvenimento, ma siamo qui a professare la nostra convinzione; a dire a noi stessi, ed a chi ci sta vicino, che abbiamo scommesso la nostra vita sulla proposta di risorgere.
   
Questo modo di vedere le cose ha delle ricadute anche nella vita quotidiana: per noi festeggiare la Pasqua non è solo memoria, non è solo professione di fede, ma è anche un terzo elemento. E’ un credere  fattivo, che porta la pasqua nella vita di tutti i giorni, con l’acquisire una mentalità che genera vita.
    Una mentalità che genera vita significa una mentalità che  rispetta l’altro. Una mentalità che sa, prima perdonare, e poi dialogare. Una mentalità che propone e sta dalla parte della vita è una mentalità che non umilia l’avversario, anche se è perdente. E’ una mentalità che sa rispettare ciò che è vero, anche se tutti gli altri dicono il contrario. Che sa rispettare ed eseguire ciò che è giusto, anche se è circondato da un mondo di furbi.
    Noi oggi accettiamo questa triplice dimensione degli auguri che ci facciamo. Ricordiamo l’avvenimento, professiamo la nostra fede perché quell’avvenimento per noi è un messaggio – ed è un messaggio di speranza e per noi la speranza è certezza nell’attesa – ; e per di più, noi oggi facciamo una specie di pulizia mentale dentro di noi, per capire che, se festeggiamo l’avvenimento, se crediamo per davvero che la nostra vita non ha come ultima parola la morte, non possiamo di conseguenza essere promotori di morte, ma di vita.
    E chi crede è in grado di trasformare questo sogno, questo essere promotori di vita, in qualche cosa di concreto, di quotidiano, alle volte di grigio: permettere che la propria moglie esprima tutta la sua ricchezza, la sua personalità, permettere che il proprio marito esprima tutta la sua ricchezza, la sua personalità, costa fatica. Ma se siamo promotori di vita, rispettiamo profondamente la persona che Dio ci ha messo accanto. Alla stessa maniera se siamo promotori di vita, dobbiamo anche essere capaci di rispettare i nostri figli, non solo di educarli; perché Dio ha seminato in loro cose che sono più grandi dei nostri progetti, o delle nostre mire, a volte delle nostre frustrazioni personali.
    E’ una logica dura quella che stiamo usando; ma è una logica pulita. E’ una mentalità che ci aiuta a dire che due più due fa “quattro”, non “quattro e forse cinque”. Impariamo a recepire questo messaggio, che ci aiuta ad avere la spina dorsale dritta, tirata a lucido, non solo quando crediamo, ma anche quando siamo impegnati nel mondo della cultura, nel mondo del lavoro, nel mondo della finanza, nel mondo dell’economia, nel mondo della politica…
    Non pensiamo che essere cristiani sia un fatto privato. Non pensiamo che la nostra professione di fede nel Risorto sia un gesto intimistico; ricordiamoci che condiziona la nostra vita, se la prendiamo sul serio.
   

Buona Pasqua!







permalink | inviato da il 14/4/2006 alle 20:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


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